art pen, matita e acquerelli. "with love, from me, to you".

Posts Tagged ‘Francesco Zorzi’

Tutto il Sapere (5)

Ovvìa, la prima storia (vecchia) dell’anno nuovo, ma so che la fuori ci sono un bel po’ di zucconcelli che non l’avevano mai letta. Anche questa è una scansione di fotocopiacce brutte (gli originali di queste tavole sono in un formato più grande dell’A3), ed è una delle peggio messe fin’ora come qualità, ma tanto prima o poi arriva una raccolta seria e con quella è tutto a posto. Questa è la prima storia pubblicata su Sturmtruppen di Bonvi, faccio due foto all’albetto e metto su anche quelle, và, crepi l’avarizia.

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Tutto il Sapere (2)

“Cari zucconcelli”, ecco la seconda puntata di Tutto il Sapere, la vera rubrica Qulturale . Venne data alle stampe nel secondo numero di Nick Carter formato albetto. In un prossimo post metterò su anche le copertine del vecchio Bonvi. Anche queste tavole, come quelle della prima, erano fatte a pennello e mi divertivo a fare i riquadri sprecisi. Ah, avessi avuto la mia art-pen koh-i-noor. Quanto l’ho cercata dopo che me la rubarono-con-destrezza. Già, l’art-pen! In un prossimo post parlerò pure di lei. Ora via con la storia, silenzio in sala. ‘Derci.

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sketching classics

Una domenica pomeriggio trascorsa a casa dei miei, tra tentativi di rilettura di classici (in ogni senso), mentre in sottofondo in una rete privata andava “Una notte all’opera”, coi fratelli Marx.

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A wonderful summer on a solitary beach

Come Battiato “passammo l’estate su una spiaggia solitaria” (ma non ci arrivava l’eco di un cinema all’aperto). In tutta quella solitudine ho iniziato a disegnare quello che mi trovavo davanti, senza nessuna pretesa artistica che non fosse quella di dare corpo a un’urgenza di imparare a vedere meglio, di disegnare e scrivere male senza troppi freni inibitori, di fermarmi e focalizzare l’attenzione su momenti banali. Ci sono i resti delle cene al Corsaro Nero, le mie mani che disegnano, e poi piedi, schizzi veloci fatti male di persone intorno. Insomma, una pagina dopo l’altra è finito il quadernino e subito ne ho iniziato un altro. Che nel frattempo è finito pure lui, e ne sto iniziando un altro ancora e…


Tutto il Sapere (1)

E con questa iniziò tutto. Come “tutto che”? Tutto il Sapere! Proseguo la pubblicazione scoordinata (ma solo per il momento) delle tavole della serie “Tutto il Sapere”: questa è la prima. La storia della prima storia è brevemente qui: pubblicata in un inserto di quattro pagine su una pubblicazione satirica nostrana che si chiamava Frattaglie (poche pagine, tante fotocopie), arriva più o meno negli stessi giorni nelle mani del vecchio Bonvi, che una mattina mi telefona e mi fa quasi venire un infarto dicendomi che l’ha letta, gli piace e la pubblicherà dal numero successivo di Nick Carter. Ne usciranno quattro puntate, poi Nick Carter chiuderà e la serie passerà su Sturmtruppen (altro quasi-infarto).  Come è arrivata la storia a Bonvi? Non grazie a me, non avrei mai avuto il coraggio (l’inchiostrazione di queste tavole mi fa venire i  brividi ancora oggi, anzi, oggi più che mai). A fargliela leggere ci ha pensato Vincenzo Perrone, che da poco curava le pubblicazioni della Gene Vincent Edizioni, e che non finirò mai di ringraziare. Ma ci sarà tempo per parlare di Vincenzo e di come l’ho conosciuto. Chissà dov’è oggi e chissà che fa. Se un giorno mai mi dovesse leggere qui sappia che gli voglio un gran bene. Ovvìa, basta con le lacrimucce e via col fumetto. Chiudete gli occhi e riapriteli: oplà, siamo tornati nel 1992.

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Back from Bruxelles

Di ritorno da Brusselle (e che ritorno, col volo cancellato), armato di un geniale pennello giapponese a ricarica d’acqua, uso i dodici panetti winsor&newton portatili per colorare sia gli schizzi fatti all’andata sia quelli fatti lapperlà. Li metto qui, poi appena ho voglia prendo tutto il taccuino moleskine (che è finito) e lo metto sfogliabile su Issuu. Alla prossima puntata, ‘derci.

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Flying to Bruxelles

Inganno l’ora e quaranta di volo verso la città di TinTin e dell’art nouveau in qualcosa di utile per i miei nervi, disegnando. Qualcuno ride mentre disegno la signora che dorme davanti a me, quindi disegno anche Gianlu, che è accanto (non gli somiglia, ma vabbè).

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Ugly Amelie

Sì avete letto bene, non è ugly Betty, ma è una ugly Amelie questa che è venuta fuori. Avrei potuto tenermela nascosta nel taccuino, ma ormai devo tenere fede alle regole (regole?) che mi sono dato in questa specie di esperimento di verità: così come disegno come viene, direttamente a pennarellino o matita senza cancellare, pubblico quello che viene, nella buona e nella cattiva sorte (che poi sarebbe stata la cattiva sorte del film se invece di Audrey Tautou avessero scelto una così).

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Whatever Woody

In attesa di andare a vedere il nuovo Whatever Works tiro giù una vecchia cornice con un ritaglio dentro e provo a disegnarmelo, il vecchio Woody. Basta che funzioni.

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Tutto il sapere: nuova serie (1)

Intanto metto questa, che per essere criptica è criptica forte: i balloon sono bianchi perché i testi a matita non li ho mai ripassati a china. È la prima tavola della nuova serie di Tutto il sapere che sta lì, con le altre già inchiostrate, e non si è mai fatta vedere fuori. Nell’attesa di preparare qualcosa di più corposo e sensato in cui farla finire, con le altre vecchie e nuove, la metto qui, così non posso più fare finta di nulla. Appena trovo uno scanner metto anche la versione finita, coi testi, che sennò dov’è che si ride qui? Una nota tecnica: la nuova serie prevede(va) il passaggio da storie di 8 / 10 tavole a un’unica tavola autoconclusiva.

La prima tavola della nuova serie Tutto il Sapere

La prima tavola della nuova serie Tutto il Sapere


Tutto il Sapere (8)

Inizio la pubblicazione delle vecchie storie (lezioni?) di Tutto il Sapere, con il mio amico professore che ancora mi accompagna, e salto ogni sequenza logica partendo dalla ottava puntata, che venne pubblicata su Sturmtruppen. Erano i tempi in cui per arrivare in tempo facevo il corriere della mia posta e mi spedivo via treno dal vecchio Bonvi, e lui mi apriva la porta alle nove e mezzo di mattina con un bicchiere in mano e no, non era latte. Il vecchio Bonvi. Un grand’uomo. I pennini che mi regalò non li uso da tanto; so che sono lì e li conservo come trofei. Un giorno li ritufferò nella china. Via la tristezza però, su con i comics. Prima o poi completerò il progetto di raccolta di tutto l’edito e l’inedito (colorando il bianconero), per ora prendetevi queste tavole sciolte.08_0108_0208_0308_0408_0508_0608_0708_08


Acquerelli a Piscinas (3)

Stesso posto, occhi diversi. Invece di guardarmi in basso provo ad alzare lo sguardo e a tracciare velocemente quello che mi circonda, senza preoccuparmi troppo della resa realistica né dei dettagli. Uso sempre acqua di mare, spero che le setole del pennello non se offendano. La carta no di sicuro, lei si increspa felice come la superficie del mare e fa un bel suono crepitante a sfogliarla, dopo, quando si è asciugata.
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Acquerelli a Piscinas (2)

Scelgo un taccuino sbagliato e mi accorgo che è invece quello giusto. Uso acqua di mare, la carta è pessima, non assorbe e s’increspa, però la sensazione dell’imperfezione mi piace, mi da la carica e mi dice che anche se approssimativi, anche se imperfetti, questi schizzi fatti col pennarellino 04 dicono molto di me. Cosa non lo so ancora, ma qualcosa dicono. Che voglio imparare come si fa? Forse sì.
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Acquerelli a Piscinas (1)

Tracce sparse di un estate passata tra le dune di Piscinas e il mare turchese di Caprera. Mi metto a nudo il cuore e inizio a condividere tutto, acquerelli mancati e no. Questo è il primo.

Piscinas 2009 (1)

Piscinas 2009 (1)


Personaggi in cerca di ruolo

Sempre della categoria “ripescaggi”. Ora tocca a questi personaggi antropomorfi che ogni tanto hanno fatto capolino qua e là negli sfondi di varie storie “Tutto il sapere”, ai tempi di Sturmtruppen (con calma arriveranno anche quelle). Eccoli qui, trattameli bene, si vergognano un po’.
Personaggi in cerca di ruolo


Metropoli

Il primo post è un ripescaggio casuale, senza tema né agganci: un taccuino iniziato nel 1995 con poche aggiunte in anni successivi. Per sfogliarlo l’ho caricato su issuu, che è bravo, e me lo fa vedere così (bravo issuu, bravo).